venerdì 2 agosto 2013

Un Mar Mediterraneo sempre più caldo


 Il Mar Mediterraneo ieri 2 agosto 2013. Crediti: Meteo.it. Fonte: https://twitter.com/wwwmeteoit/status/363323265017589760/photo/1

Ieri, venerdì 2 agosto 2013, il Mar Mediterraneo ha raggiunto temperature intorno ai 28 °C, in particolare lungo le coste adriatiche, ioniche e del medio-basso Tirreno, e i 26°C quasi ovunque.

I valori misurati superano di +4°C i valori medi e, dicono i meteorologi, che questo sarà solo un punto di partenza di un graduale incremento termico dei mari a casua della persistenza dell'Anticiclone Nordafricano, che non solo porta un picco nelle temperature ma anche stabilità per alcuni giorni, assenza di venti e quindi scarso rimescolamento delle acque superficiali che perciò tenderanno a riscaldarsi gradualmente.

In arrivo temperature africane, domani si avranno picchi di 40°C.

Fonte Meteo.it: http://www.meteo.it/?refresh_ce
Sabrina

martedì 2 luglio 2013

Parigi rimane al buio

Lungo la Senna

Per la crisi e la necessità di risparmiare energia e, dunque, soldi anche la Ville Lumière rimane al buio. Da ieri sera, i negozi, gli uffici, le chiese, le stazioni, e tutti i principali monumenti di Parigi sono rimasti al buio. In particolare, secondo il decreto ministeriale francese le luci interne dovranno essere spente entro un'ora dalla chiusura dei locali, mentre le luci esterne a partire dall'una di notte fino alle sei del mattino.

Il risparmio previsto si aggirerebbe intorno ai 200 milioni di euro, pari al funzionamento annuale di una centrale nucleare che comporterebbe un taglio di 750 000 tonnellate di emissione di anidride carbonica.
Ovviamente, c'è chi grida alla perdita di turisti col taglio sugli sprechi. In realtà, il decreto è stato ben accolto dai negozianti e non ultimo dalla associazioni ambientaliste. Del resto, che senso ha tenere acceso una città alle due o tre di notte?

Immagino che anche i gruppi astrofili francesi saranno più felici per potersi godere il loro cielo.
Sabrina

giovedì 27 giugno 2013

Il Piano d'Azione del Presidente Obama per il Cambiamento Climatico



Il Presidente americano Obama ha annunciato una serie di azioni esclusive per ridurre la quantità di anidride carbonica in atmosfera e prepara la sua nazione ai rischi e all'impatto che il cambiamento climatico sta portando al nostro pianeta guidando lo sforzo internazionale verso il cambiamento climatico globale.

Vi suggerisco questo link della Casa Bianca: http://www.whitehouse.gov/share/climate-action-plan .

Sabrina

domenica 23 giugno 2013

Obama: "Faremo di più contro i cambiamenti climatici"



"Gli Stati Uniti devono fare e faranno di più per lottare contro i cambiamenti climatici". Questo è quanto ha affermato il Presidente americano Barack Obama a Berlino durante un discorso pubblico davanti alla Porta di Brandeburgo. "La nostra generazione deve avanzare verso un patto globale per lottare contro i cambiamenti climatici prima che sia troppo tardi" ha continuato. "Temperste più violente, carestie e inondazioni più numerose e più gravi, nuove ondate di rifugiati, l'innalzamento degli oceani: è il futuro che abbiamo l'obbligo morale di evitare". E ancora: "Le nostre pericolose emissioni di anidride carbonica devono diminuire ma sappiamo che dobbiamo fare di più.

Obama era stato piuttosto criticato durante l'ultima campagna elettorale per non aver mantenuto molto delle sue promesse in tema di ambiente e qualche settimana prima del suo insediamento per il secondo mandato elettorale, Obama aveva promesso che il tema del riscaldamento globale era una delle tre grandi priorità del suo secondo mandato. Il problema era che durante i suoi ultimi tre anni di mandato, il Senato che aveva una maggioranza Repubblicana, lo aveva ostacolato in ogni modo nel suo lavoro. Ora però, sembra che per questo suo secondo mandato, anche su suggerimento delle due figlie, Obama sia pronto ad un cambiamento.

Il cambiamento climatico è un'importante eredità che tutti noi stiamo lasciando alle future generazioni, un'eredità di cui sicuramente farebbero a meno. Chiunque ci tenga affinchè i nostri figli e i nostri nipoti possano vivere in un mondo migliore non può davvero lasciar perdere questo importante problema. Bisogna agire subito altrimenti sarà troppo tardi.

Fonte La Stampa: http://www.lastampa.it/2013/06/19/scienza/ambiente/clima-obama-usa-faranno-di-piu-contro-riscaldamento-globale-MAzlJOJ1DpEzV4uAAqOnVN/pagina.html
Green: Obama Talks Climate Change in Berlin Speech: "We Will Do More":
http://www.huffingtonpost.com/2013/06/19/obama-climate-change-berlin_n_3465819.html

Sabrina

mercoledì 22 maggio 2013

Il tornado su Oklahoma visto da un satellite della NASA

Oklahoma_Strong Storms 
Crediti: NASA/Goddard/Jeff Schmaltz/MODIS Land Rapid Response Team.

Questa immagine mostra il sistema temporalesco che ha generato il tornado di categoria F-4 nella città di Moore, Oklahoma, e ripresa dallo strumento Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS) della NASA a bordo di Aqua, uno dei satelliti Earth Observing System (EOS).
L'immagine è stata catturata il 20 maggio 2013 alle ore 19:40 UTC (2:40 p.m. CDT) all'inizio della sua devastazione.

superthunderstorm-Tornado Oklahoma
Crediti: NASA/Jeff Schmaltz, LANCE/EOSDIS MODIS Rapid Response Team at NASA Goddard; caption by Adam Voiland. 

La stessa immagine è stata elaborata da Adam Voiland del Goddard Space Flight Center della NASA: la linea rossa mostra il percorso del tornado. Il tornado ha toccato terra a ovest di Newcastle alle ore 14:56 ora locale e si è mosso verso nord-est in direzione di Moore, dove ha causato decine di morti e distruzione a larga scala.
Il tornato si è dissipato alle ore 15:36 ora locale dopo aver viaggiato per circa 32 chilometri (circa 20 miglia).
Il numero di morti è stato aggiornato: 24 morti di cui 9 bambini. I soccorsi continuano senza sosta in queste ore. Nelle prossime ore ancora allerta tornado. Tali tornado potrebbero portare anche alluvioni e allagamenti.

Fonte NASA Gallery-Strong Storms Over Oklahoma: http://www.nasa.gov/multimedia/imagegallery/image_feature_2513.html
NASA - Satellites See Storm System that Created Moore, Okla., Tornado- http://www.nasa.gov/topics/earth/features/moore-tornado.html

Sabrina

martedì 21 maggio 2013

Tornado devastante in Oklahoma

Tornado Oklahoma
 Moore, Oklahoma, USA: Un tornado si muove sopra le case della cittadina di Moore, in Oklahoma, lunedì 20 maggio 2013, che ha spazzolato via tutta la periferia della città, sollevando in aria i cavalli che si trovavano in una stalla locale e distruggendo completamente abitazioni, scuole, edifici pubblici e tutto quello che trovava nel suo cammino. La sua furia si è abbattuta su una scuola elementare causando la morte di venti bimbi. Crediti: Minnesota Public Radio News.

Uno spaventoso tornado si è battuto sulla città di Moore, una cittadina di 41 mila abitanti a circa 15 miglia a sud di Oklahoma City, Oklahoma, distrugendo tutto quello che trovava. Le stime sono di un tornado di 3,2 chilometri di diametro con una velocità di oltre 300 chilometri all'ora e che ha spazzalato via tutto quello che incontrava per una quarantina di minuti.

Oklahoma_Tornado Superstiti  
Una mamma porta in salvo la sua bambina in mezzo alle rovine della scuola elementare Plaza Towers Elementary School, a Moore, Oklahoma. Il tornado largo circa 1,6 chilometri, con venti che arrivavano a 300 chilometri all'ora, ha compiuto lo stesso percorso che aveva compiuto un precedente tornado nel 1999. Un altro tornado si era sviluppato sempre sulla città di Moore nel 2003. Crediti: Minnesota Public Radio News.

 

Si parla di 91 morti, di cui venti bambini che si erano rifugiati nella Scuola elementare Plaza Towers; trenta bambini sono stati tirati fuori dalle macerie, ma ce ne sarebbero almeno altri dodici sotto. Qualcuno riferisce di aver avvertito delle urla sotto le macerie e i lavori sono continuati tutta la notte.

Tornado Moore Police  
La polizia di Moore scava tra le rovine alla ricerca di bambini superstiti nella Plaza Towers Elementary School rasa al suolo dal tornado. Crediti: Minnesota Public Radio News.

Un uragano è una tempesta molto violenta che si forma sopra sugli oceani e non sulla terra come si ha nel caso del tornado. Un uragano è caratterizzato da venti che soffiano intorno a un'area centrale di calma che viene chiamata "occhio del ciclone". La velocità del vento deve raggiungere almeno i 64 nodi (che pari a circa 120 Km/h essendo 1 nodo = 1,852 Km/h). Prima di diventare uragano, si parla di depressione tropicale e poi tempesta tropicale e allo stesso modo queste due definizioni si applicano quando il tornado diminuisce la sua velocità e quindi la sua potenza, soprattutto quando arriva in una zona di terraferma dove non riesce a trovare l'energia sufficiente che invece aveva in mare.
Il tornado, come quello che si è abbattuto in Oklahoma si forma dallo scontro di due correnti di aria calda e fredda, in particolare quando al suolo c'è molta aria calda e in quota aria fredda. E' proprio col tornado che si scatenano i venti più forti e che possono arrivare a toccare velocità dell'ordine dei 500 chilometri allora.

Hurricane Irene from space 
L'uragano Irene visto dallo spazio. Credti NASA. Qui sotto un dettaglio del suo passaggio nell'agosto 2011. Crediti NASA. 

Irene-GOES-LARGE-2011 08 27

Per altre foto, vi suggerisco: MPRnews: Photos: Major tornado outbreak in Oklahoma - 20 maggio 2013: http://minnesota.publicradio.org/display/web/2013/05/20/weather/photos-oklahoma-tornado da cui ho tratto queste immagini.
Altre informazioni su CNN: Oklahoma City tornado: Get the latest developments in this disaster http://www.cnn.com/2013/05/20/us/oklahoma-tornado-developments/index.html

Sabrina

mercoledì 13 febbraio 2013

Obama e il suo ultimatum al Congresso per il climate change

The_Planet_Earth_by_leocbrito

Il Presidente americano Barack Obama  martedì 12 febbraio 2013 ha dato un ultimatum al Congresso per il cambiamenti climati affinchè predisponga un piano per ridurre le emissioni di gas serra e possa rispondere ai pericoli del riscaldamento globale del nostro pianeta oppure la Casa Bianca procederà da sola.

"Se il Congresso non agirà presto per proteggere le future generazioni, lo farò io" ha affermato Obama nel suo discorso sullo Stato dell'Unione. "Darò direzione al mio Gabinetto di provvedere con azioni esecutive che possono essere intraprese ora e nel futuro per ridurre l'inquinamento, per preparare le nostre comunità alle consequenze dei cambiamenti climatici e per accelerare la transizione a fonti di energia più sostenibili".

“Voglio anche lavorare con questo Congresso per incoraggiare la ricerca e le tecnologie per bruciare il gas naturale in maniera ancora più pulita, proteggendo la nostra aria e la nostra acqua”. “Propongo – ha aggiunto però subito dopo il Presidente Obama – di usare alcuni dei proventi del nostro petrolio e del nostro gas per finanziare un Energy Security Trust che promuoverà nuove ricerche e nuove tecnologie per far abbandonare definitivamente alle nostre auto l’utilizzo del petrolio”.

Bisogna perciò spingere di più sulle energie alternative, solare, eolico e fotovoltaico per rilanciare l'enconomia americana a livello mondaile. Inoltre, in modo chiaro, ha attaccato coloro che sminuiscono la possibile connessione dei frenquenti uragani (che da qualche tempo stanno colpendo l'America, come Sandy dell'ottobre scorso) con i cambiamenti climatici: "Possiamo scegliere di credere che l’Uragano Sandy e la siccità più grave degli ultimi decenni, i più devastanti incendi che alcuni Stati hanno mai visto erano tutti solo una mostruosa coincidenza. Oppure possiamo scegliere di credere nella sentenza schiacciante della scienza e agire prima che sia troppo tardi" ha continuato il Presidente.
 
"Ma voglio anche lavorare con questo Congresso per incoraggiare la ricerca e la tecnologia che aiuti a bruciare gas naturale e ancora più pulito e protegge la nostra aria e la nostra acqua" ha aggiunto Obama.
Speriamo che si possa davvero arrivare ad una conclusione buona per il nostro pianeta.

Fonte Reuters - Obama gives Congress a climate change ultimatum - http://www.reuters.com/article/2013/02/13/us-obama-speech-climate-idUSBRE91C09T20130213

Sabrina

sabato 9 febbraio 2013

Una grande tempesta di neve in arrivo in America

pianeta_terra
 
Milioni di persone nel nord est americano sono stati evacuati per quella che potrebbe essere considerata la più grande bufera di neve del secolo. La gente si è precipitata nei negozi per rifornimenti alimentari; gli automobilisti si sono trovati in coda nelle stazioni di servizio per riempire le loro automobli e le autorità locali da New York City al Maine hanno attuato i loro piani per far fronte a questa ondata di neve nel momento in cui ha iniziato a cadere nel paese con grandi quantità di sale e di sabbia da spargere sulle sabbie, oltre che con i mezzi spalaneve.

Mentre il peggio della tempesta non è atteso prima di sera (ora americana), il Governatore Deval Patrick del Massachusetts ha preso l'insolita iniziativa di vietare il transito a tutte le auto dalle ore 16. Inoltre, anche gli vicini stati Rode Island e Connecticut si sono uniti a quello del Massachusetts per dichiarare lo stato di emergenza.

Migliaia di voli da New York e da Boston sono stati cancellati e le autorità si aspettano che vi sia un tale arresto soprattutto verso la serata.  La popolazione viene sollecitata di lasicare il lavoro e a gettarsi in strada per far rientro a casa. Secondo i meteorologi a Boston si prevedono oltre 60 centimetri di neve e New York tra i 25 e i 35 centimetri. Le raffiche di neve potrebbero arrivare ad una velocità di 104 chilometri all'ora, con problemi legati alla corrente elettrica e allagamenti nelle aree colpite nell'autunno scorso dall'uragano Sandy.
Le scuole dello stato di New York, New Jersey, Connecticut, Massachusetts e Rhode Island hanno annunciato che rimarranno chiuse e che avrebbero mandato a casa gli studenti un po' prima nella giornata di oggi.

Il Sindaco di New York, Michael R. Bloomberg ha affermato che la tempesta era "piuttosto imprevedibile" ma ha avvertito che la maggior quantità di neve avrebbe dovuto scendere nella tarda serata di venerdì."State lontani dalle strade, state lontani dalle vostre auto e rimanete in casa" questo il messaggio del Sindaco. A causa delle lunghe code alle stazioni di servizio e del fatto che già alcune stazioni erano già a corto di carburante, il Sindaco ha suggerito di evitare il panico nei rifornimenti dato che ci si aspetta un'interruzione nei rifornimenti.

Mentre la gente si precipitava nei negozi svuotando gli scafali di cibo di vario genere, il ricordo dell'uragano Sandy sembrava riapparire nella mente di molto persone.
Nonostante gli appelli da parte dei funzionari pubblici alla gente di stare a casa dal lavoro se possibile nella giornata di venerdì, molti hanno passato il loro mattino a lavorare, eventualmente anticipando il rientro a casa in serata, prima che la tempesta colpisca.

Fonte New York Times - Big Storm and Its Disruptions Descend on the Northeast- http://www.nytimes.com/2013/02/09/nyregion/major-snowstorm-arriving-in-northeast.html?hp&_r=0

Sabrina

Home, la Nostra Terra

Il film completo è disponibile su: http://www.youtube.com/watch?v=I1fQ-3-CEFg

Uscito in Italia il 5 giugno 2009, giornata mondiale dell'ambiente, Home è un film documentario sullo stato di salute della nostra Terra e realizzato da Yann Arthus Bertrand e prodotto da Luc Besson.
La versione inglese è qui:
 
Ringrazio Balthazar (Quebec, Canada) per avermi suggerito il link.

Sabrina

lunedì 29 ottobre 2012

L'uragano Sandy ad un passo da New York

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=jgrllVs2DDw

Questa animazione affascinante ma drammatica allo stesso tempo perchè coinvolgerà milioni di persone (e molte sono già morte, purtroppo) è stata creata da Kevin Ward da immagini acquisite dal satellite NOAA GOES -O/14  e dall' University of Wisconsin-Madison Cooperative Institute for Meteorological Satellite Studies che mostra la progressione dell'uragano Sandy che attualmente si sta avvicinando a New York, verso le ore 18 locali, le 23 ora italiana.
Al momento l'uragano è di categoria 1 al largo delle coste orientali degli Stati Uniti ed è pronto ad un impatto devastante quando le forti piogge, i venti e le mareggiate colpiranno le aree maggiori delle coste metropolitane, tra cui New York City e Washington D.C.


Mappa del territorio americano dove sono indicati i fiumi che hanno già provocati innondazioni (rosso), e quelli che al momento non hanno ancora rotto gli argini (in verde). Cliccare per ingrandire. Crediti NOAA: http://water.weather.gov/ahps/index.php

Dodici ore di tempo sono state condensate in 30 secondi di video, che e mostra l'evoluzione nel tempo di Sandy nella giornata di domenica 28 ottobre 2012. L'uragano è stato ripreso dal satellite geostazionario NOAA GOES -O/14 a circa 35 800 km di quota alle ore 7:15 EDT di ieri. Si osservano delle variazioni di luce del Sole, dovute ai cambiamenti di angolazione con cui la superficie terrestre veniva ripresa, che mostrano la struttura delle nubi.

Il satellite è stato lanciato come GOES -O dalla NASA il 27 giugno 2009; GOES-14; attualmente è sono controllo del NOAA e tiene d'occhio la regione medio atlantica.
Si prevede che Sandy porterà fino a circa 25,5 cm di pioggia a New York con un aumento di quasi due metri  dell'alta marea e raffiche di vento superiori a 120 km/h. Una volta che l'uragano si sarà mosso verso l'interno potrebbero esserci milioni di abitazioni prive di elettricità. Lo stato di emergenza è stato già diramato in moltissimi aree all'interno del previsto percorso di Sandy, ossia in sette stati americani: Maryland, New Jersey, New York, Pennsylvania, Virginia, Washington D.C. e nelle contee costiere del Nord Carolina.

L'uragano Sandy ripreso dal satellite del NOAA il 29 ottobre 2012. Crediti NOAA: http://www.noaa.gov/

L'uragano ha già provocato almeno 66 morti nel suo passaggio sopra le isole dei Caraibi. Ribattezzato Frankenstorm, l'uragano ha richiesto l'impiego di 60 000 uomini della Guardia Nazionale per gli aiuti alle autorità locali per allagamenti ed emergenze di vario tipo, come blackout di energia elettrica. Si stima che circa 10 milioni di persone potrebbero rimanere senza elettricità nelle prossime ore.

Mappa che mostra la quantità di precipitazioni sull'intero territorio americano aggiornata al 29 ottobre 2012. A lato, sulla destra della cartina, sono riportate la quantità d'acqua in diversi colori.  Cliccare per ingrandire. Fonte NOAA: http://water.weather.gov/precip/

Parlando della tempesta, il Presidente americano Barak Obama ha detto che si tratta di una  tempesta «potente e pericolosa e si muove molto lentamente, quindi potrebbe volerci del tempo prima che se ne vada».
 
Scuole chiuse, inviti alla popolazione per fare rifornimenti di acqua e generi alimentari per i prossimi tre giorni. Si sono osservate, come in passato, file alle casse e ressa immediata. Allo stesso tempo, sono stati bloccati autobus, treni e metropolitana anche a Philadelphia, Washington e Baltimora, anche la Borsa ha chiuso per l'emergenza uragano, oltre a tutti gli uffici governativi di Washington.

Si stima che circa 375 000 persone hanno lasciaot le lor case a Manhattan e a New York; l'evacuazione interessa anche 50 000 persone del Delaware e 30 000 ad Atlantic City, nel New Jersey.

Altre notizie sono disponibili sul Corriere della Sera: Uragano Sandy, emergenza in sette Stati
New York deserta attende la tempesta perfetta. Obama: «In queste ore dobbiamo stare uniti»
Posizione dell'uragano sul sito del NOAA: http://www.nhc.noaa.gov/graphics_at3.shtml?5-daynl?large#contents

Sabrina

venerdì 7 settembre 2012

Le acque malate


 La copertina del fumetto, Le acque malate. Disponibile su EU Bookshop. 

 
Voglio segnalare alcune interessanti pubblicazioni sul Clima e l'ambinete in forma di fumetto. Una di queste è intitolata "Le acque malate" e disponibile sul sito EU Bookshop, Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione Europea, in formato pdf.

Per gli over 15, questo fumetto racconta la storia di una deputata europea che scopre uno scandalo di inquinamento delle acque, una scoperta non certo nuova in Italia e nel mondo. Interessante documento per capire qualcsoa di più sulle procedure legislative dell'Unione Europea.

Le acque malate
Autore: Parlamento Europeo
Personal Author(s): Dominique David, Cristina Cuadra, Rudi Miel

Disponibile su Bookshop. Europa e scaricabile gratuitamente sulla sezione PDF cliccando su "Scarica copertina" e "Scarica contenuto:
http://bookshop.europa.eu/is-bin/INTERSHOP.enfinity/WFS/EU-Bookshop-Site/it_IT/-/EUR/ViewPublication-Start?PublicationKey=QA4502224

Altri fumetti scaricabili in formato pdf relativi all'ambiente e all'ecologia sono disponibili qui .
Ringrazio la mia amica Annarita Ruberto di Scientificando per avermi suggerito il link.

Sabrina

mercoledì 29 agosto 2012

L'uragano Isaac di notte

 L'uragano Isaac catturato dal Visibile Infrared Imaging Radiometer Suite, Suomi-NPP di notte. Crediti NASA.

Nelle prime ore del 29 agosto 2012 il Visible Infrared Imaging Radiometer Suite a bordo del satellite Suomi-NPP ha catturato questa immagine notturna dell'uragano Isaac e delle città vicine al Golfo del Messico e degli Stati Uniti.

L'immagine, scattata alle ore 1:57 locali è stata acquisita dalla banda day-night VIRS, che è in grado di catturare la luce in un intervallo di lunghezze d'onda che vanno dal verde al vicino infrarosso e che usa l'intensificazione di luce per consentire il rilevamento di segnali di luce deboli. In questo caso, le nubi di Isaac erano illuminate dalla luce della Luna.

In queste ore Isaac si sta muovendo lentamente come tempesta tropicale; è si è abbattuto come uragano di categoria 1 nei pressi della foce del fiume Mississippi, nel sud ovest della Louisiana alle ore 18.45 locali, il 28 agosto 2012.

Fonte NASA Gallery: Hurricane Isaac at Night - http://www.nasa.gov/multimedia/imagegallery/image_feature_2345.html
Per ulteriori informazioni su Isaac:  A Slow-moving Isaac Brings Flooding to Gulf States AIRS image of Hurricane Isaac - http://www.nasa.gov/mission_pages/hurricanes/archives/2012/h2012_Isaac.html

Sabrina

martedì 28 agosto 2012

L'uragano Isaac monitorato dai satelliti NASA e dalla ISS


Questa immagine nel visibile dell'uragano Isaac è stata presa alle 12.40 pm EDT il 28 agosto dal satellite GOES-13 del NOAA e mostra l'enorme estensione della tempesta, dove le nuvole più orientali si trovano sopra la Carolinas e quelle più occidentali stanno spazzolando l'est del Texas. Isaac è divenuto un uragano di categoria 1 il 28 agosto alle ore 11.20 EDT con venti vicini ai 120 km/h. Si trovava a circa 115 chilometri a sud sud-est della foce del fiume Mississippi, a 28,1 N e 88,6 W di latitudine e longitudine. Isaac si stava muovendo a nord-ovest verso la Louisiana, prossimo ai 17km/h. Le fasce esterne dei temporali erano già passati sopra la Louisiana, Alabama, Mississippi e Georgia. Crediti NASA GOES Project.


Isaac è diventato un uragano nel Golfo del Messico il 28 agosto 2012 alle ore 11.20 ora locale.
 I satelliti della NASA stanno fornendo dati preziosi per le previsioni meteo presso il Centro Nazionale degli Uragani (National Hurricane Center) che osserva lo sviluppo e il progresso della tempesta tropicale Isaac mentre si avvicina alle coste americane.

Lo strumento Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS) a bordo del satellite Aqua della NASA ha catturato questa immagine nel visibile della tempesta tropicale Isaac il 27 agosto alle ore 15 EDT mentre si stava muovendo verso nord-ovest attraverso il Golfo del Messico. Il raggio d'azione di Isaac si osserva dalla sua copertura nuvolosa orientale sopra l'intero stato della Florida. Allo stesso tempo, lo strumento Atmospheric Infrared Sounder (AIRS) a bordo di Aqua ha raccolto dati infrarossi sulle nubi dell'uragano. Le temperature delle alte nubi erano inferiori a -52 °C intorno al centro della circolazione e del quadrante occidentale della tempesta e nella larga fascia di temporali ad est del centro della circolazione, sopra la Florida e Cuba. Questi sono del resto i luoghi dove tempeste e precipitazioni si sono verificate più intensamente.

Il 28 agosto 2012 un'immagine nel visibile dell'uragano Isaac è stata presa alle 12.40 pm EDT dal satellite GOES-13 del NOAA e mostra l'enorme estensione della tempesta, dove le nuvole più orientali si trovano sopra Carolinas e quelle più occidentali stanno spazzolando l'est del Texas. Isaac è divenuto un uragano di categoria 1 il 28 agosto alle ore 11.20 EDT con venti vicini ai 120 km/h. Si trovava a circa 115 chilometri a sud sud-est della foce del fiume Mississippi, a 28,1 N e 88,6 W di latitudine e longitudine. Isaac si stava muovendo verso nord-ovest verso la Louisiana, prossimo ai 17km/h. Le fasce esterne dei temporali sono già passati sopra la Louisiana, Alabama, Mississippi e Georgia.  L'immagine è stata ottenuta dalla NASA GOES Project presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, Mariland. La forza dei venti della tempesta tropicale si estende fino a 335 chilometri dal centro della circolazione, facemdola diventare una tempesta di dimensioni enormi, pari a circa 600 chilometri di diametro.

Un'allerta uragano è in vigore per l'est di Morgan City Louisiana fino ai confini di Alabama e Florida tra cui anche il Metropolitan di New Orleans, il Lago Pontchartrain, e Maurepas Lake. Secondo gli esperti, difficilmente Isaac supererà il livello 1 o il livello 2. Katrina nel 2005 aveva raggiunto la categoria 3 portando distruzione e morte di ben 1 800 persone in tutte le coste del Golfo del Messico. In alcune regioni nei dintorni di New Orleans dove non ci sono protezione degli argini, gli abitanti sono stati fatti evacuare.
Un'allerta tempesta tropicale è in vigore dall'est di High Island, Texas fino a ovest di Cameron, Louisiana. Intanto, Isaac sta provocando intense piogge e pericolose mareggiate su gran parte della costa settentrionale del Golfo del Messico.

Isaac si sta spostando verso nord ovest a circa 11 km/h e ci si aspetta continui in questa direzine per i prossimi 1-2 giorni, con una velocità variabile. Il National Hurricane Center ha notato che il centro di Isaac sarà vicino o sopra le coste della Louisiana tra il 28 e il 29 agosto 2012.


Il National Hurricane Center fa un costante monitoraggio della situazione e gli avvisi vengono dati con regolarità. Isaac qui è situato sulla costa sud della Louisiana. Si osserva anche la formazione di un altro uragano, Kirk a circa 1 435 miglia a sud overst delle Azzorre.

L'intensità dei temporali è un po' aumentata in combinazione con una vasta area di bassa pressione lungo l'onda tropicale situata a circa 700 miglia a ovest-sud ovest delle Isole di Capo Verde.  Ci si aspetta che le condizioni ambientali siano favorevoli ad uno sviluppo graduale del fenomeno durante i prossimi due giorni. Il sistema ha una probabilità del 50% di mutare in tempesta tropicale durante le prossime 48 ore e si sta muovendo da est verso ovest- nord overst a circa 15 miglia all'ora (Fonte: TROPICAL WEATHER OUTLOOK, NWS NATIONAL HURRICANE CENTER MIAMI FL, 8.00 AM EDT WED AUG 29 2012, su Atlantic Graphical Tropical Weather Outlook, NOAA).

Non dimentichiamoci che un anno fa l'uragano Irene stava raggiungendo New York.

L'uragano Irene riprese dal NOAA (National Hurricane Center) e messe a disposizione su Twitter da Justin Kenney (NOAA) poche ore prima. Era il 28 agosto 2011. L'uragano si stava spostando sempre di più verso nord della costa est americana. Cliccare per ingrandire.

A livello planetario è possibile osservare l'uragano Irene ripreso dal satellite GOES-13 della NASA/NOAA il 26 agosto 2011 alle ore 14:45 del tempo universale.  Lo si vede chiaramente nella costa est americana con dimensioni che sono circa 1/3 della stessa. Credit: NASA/NOAA GOES Project.


La traccia della tempesta tropicale e il percorso dell’uragano Irene che ha scosso la East Coast degli Stati Uniti un anno fa. I dati sono forniti dal National Hurricane Center (NOAA). Le nuvole immaginarie sono state fornite da Xplanet, ottenute dal NERC Satellite Station, University of Dundee, attraverso il sistema di satelliti europeo Meteosat gestito da EUMETSAT. Le immagini di base sono per gentile concessione della NASA. I modelli di previsione dei dati sono stati compilati e recuperati dal South Florida Water Management District. Cliccare sull’immagine per ingrandire.


La Stazione Spaziale Internazionale ISS ha catturato l'uragano Isaac da 400 chilometri di altezza mentre si avvicina alle coste sud orientali della Louisiana.




 Fonte NASA -  NASA Watching Isaac's Approach to U.S. Gulf Coast - http://www.nasa.gov/images/content/681741main_HURRICANEISAAC.jpg
http://www.nasa.gov/mission_pages/hurricanes/archives/2012/h2012_Isaac.html

National Hurricane Center: http://www.nhc.noaa.gov/

Per gli aggiornamenti e gli avvisi del National Hurricane Center: http://www.nhc.noaa.gov/gtwo_atl.shtmlhttp://www.nhc.noaa.gov/cyclones/

Sabrina

Proba-2 dell'ESA cattura Isaac sulle coste della Florida

X-Cam -Exploration Camera a bordo della sonda microsatellite Proba-2 dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha catturato questa immagine di quello che sarebbe diventato l'uragano Isaac mentre si muove ad ovest della costa della Florida nel Golfo del Messico alle ore 11:38:33 GMT lunedì 27 agosto 2012. Crediti ESA.

Una camera sperimentale più piccola di una tazza di caffè a bordo del microsatellite Proba-2 ha catturato questa visione di quello che in poche ore sarebbe poi diventato l'uragano Isaac mentre si muoveva verso ovest della costa della Florida nel Golfo del Messico lunedì 27 agosto 2012 alle ore 11:38:33 GMT.

In quel momento, Isaac era una tempesta tropicale con venti con intensità di circa 100 km/h con venti con una potenza che si estendeva fino a 360 km dal suo centro.
Isaac nel frattempo è diventato uragano nella gioranta di oggi incontrando le acque calde del Golfo del Messico.

Il compito principale della missione Proba-2 è l'osservazione del Sole e della meteorologia spaziale. Osservando nel visibile e nel vicino infrarosso con un campo di vista di 100°, la X Cam è alloggiata nella parte inferiore del microsatellite, uno delle 17 nuove tecnologie a venir utilizzate da Proba-2. Lo strumento è stato progettato dalla società svizzera Micro-Cameras & Space Exploration, l'ultimo di una serie di telecamere in miniatura costruiti dalla società per le missioni dell'ESA, come Proba-2 e SMART-1.

Fonte:
ESA - Proba-2’s espresso-cup microcamera snaps Hurricane Isaac - http://www.esa.int/SPECIALS/Technology/SEMU0J4Y96H_0.html
ESA- Proba-2’s espresso-cup microcamera snaps Hurricane Isaac - http://www.esa.int/SPECIALS/Technology/SEMU0J4Y96H_1.html


Sabrina

venerdì 10 agosto 2012

I dati dell'ISAC-CNR confermano giugno 2012 come il mese più caldo degli ultimi due secoli



Secondo i risultati dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna il mese di giugno 2012 è risultato il terzo mese più caldo degli ultimi duecento anni.
 
Secondo alcuni dati di carattere statistico forniti dai meteo-climatologi dell'ISAC-CNR sull'intensità e sulla persistenza delle ondate di calore, il mese di giugno 2012 si classica come il terzo più caldo degli ultimi due secoli, facendo registrare un'anomalia di +2,57°C rispetto alla media di riferimento, quella tra il 1971-2000.
 
In vetta alla classifica, come anni più caldi, si posizionano il 2003 con un'anomalia di +4,80°C e il 1822 con un valore di +3,09°C.
 
Oltre che molto caldo, il mese di giugno 2012 è stato anche parecchio secco, finendo al quarto posto nella classifica tra i mesi di giugno degli ultimi due secoli, con un deficit di piovosità di oltre il 70% rispetto alla media del periodo.
 
Invece, i mesi di giugno del 1945, del 1879  e del 1928 sono risultati i più asciutti con delle anomalie pari a -76%, -77% e -78% rispettivamente.
 
Sabrina 

mercoledì 8 agosto 2012

Italia in fiamme



Numerosi sono gli incendi scoppiati in questi ultimi giorni da nord a sud Italia. Alcuni roghi si sono sviluppati a causa del forte caldo, ma in altri casi l'incendio è stato di origine dolosa.

Frenetica l'attività dei vigili del fuoco, in alcuni casi si registrano anche delle vittime. Un pensionato di 87 anni è morto a causa di un vasto incendio a Tarsogno, comune di Borgotaro sull'appennino parmense. L'incendio che l'ha ucciso ha distrutto buona parte di un bosco nelle montagne di Parma. Una seconda vittima, un anziano di 88 anni, è deceduto a Loiano, sull'appennino bolognese. Sembra che l'anziano stesse bruciando della sterpaglia quando le fiamme lo hanno avvolto. Le fiamme hanno distrutto il bosco circostante.

Un piromane di 65 anni, L.P.V. ha tentato di incendiare la boscaglia nelle vicinanze di Tivoli, oggi 8 agosto 2012, nei pressi del chilometro 45 della Via Tiburtina ma è stato arrestato dalla polizia. Dopo aver appiccato il fuoco, il sessantacinquenne ha tentato di scappare ma è stato individuato e bloccato dagli agenti che negli ultimi giorni stanno intensificando i servizi di controllo per tentare di bloccare sul nascere incendi dolosi che al momento hanno distrutto ampi tratti di boscaglia anche nei dintorni di Tivoli.

Treni nel caos nel nord-est, sulla tratta Padova-Bologna. La circolazione ferroviaria è stata interrotta per un paio di ore nel pomeriggio di oggi mercoledì 8 agosto a causa di un incendio tra Boara Pisani e Monselice.
 
I rallentamenti sono stati causati da una serie di incendi di sterpaglie tra Boara Pisani e Monselice. I treni hanno subito ritardi superiori ai trenta minuti. Dalle ore 19.30 in poi la linea è stata interrotta per permettere ai vigili del fuoco di Padova e di Rovigo di intervenire per spegnere il fuoco. Tre Eurostar sono stati deviati sulla direttrice di Verona, facendo aumentare il tragitto di un'ora.

Sabrina

mercoledì 13 giugno 2012

Tromba d'aria nella Laguna Veneta

 
Da uma mappa meteo dell'ARPAV, la formazione del ciclone in Laguna. Crediti: MeteoWeb/ARPAV. Sito web: http://www.arpa.veneto.it/bollettini/htm/immagini_radar.asp .

Alle 11.15 di eri, 12 maggio 2012, una tromba d'aria si è formata sulla Laguna Veneta che si spostata in alcune delle isole, in particolare l'Isola di Sant'Elena e di Sant'Erasmo.

Per una decina di minuti forti raffiche di vento si sono abbattuti su case e piante, anche sul cimitero mentre i Vigili del Fuoco sono subito intervenuti per portare i primi soccorsi alle  persone più bisognose.
Numerosi i danni sull'Isola di Sant'Elena dove sono stati abbattuti numerosi pini marittimi, sradicati un migliaio di alberi, scoperchiato la biglietteria dell'ACTV e una parte del tetto della chiesa, alcuni danni ci sono stati al Cimitero comunale, molte case scoperchiate, danni ingenti all'agricoltura. Francesca Zaccariotto, presidente della Provincia, ha sottolineato: “Fortunatamente non ci risultano danni alle persone. Stiamo verificando con attenzione le conseguenze della tromba d`aria e domani i nostri tecnici valuteranno gli interventi di ripristino delle parti danneggiate a San Servolo” [Fonte MeteoWeb].

L'Italia del Sud e le isole sono state inglobate nei giorni scorsi da un anticiclone sub-tropicale nord africano, l'Italia del Nord, in particolare in Nordest, è stata toccata da un flusso oceanico umido, instabile e fresco pilotato da da un'ampia circolazione depressionaria formatasi tra il nord-est della Francia e il nord del Belgio. Queste infiltrazioni d'aria umida e fresca in quota sopra lo strato d'aria più calda e umida nei bassi strati ha prodotto il gradiente termico verticale, una differenza di temperatura in vari strati atmosferici, producendo moti convettivi e alimentando cumulogenesi, che aumentando in poche ore, hanno prodotto cellule temporalesche e nuclei convettivi in varie regioni del Veneto e che si sono spostati successivamente, nel pomeriggio, fino in Croazia, con forti grandinate e raffiche di vento intense. I temporali hanno avuto una grande intensità sopra il Veneto provocando grandini, scrosci di pioggia e colpi di vento.
Dopo essersi formata una nube a forma d'imbuto che si è ingrossata fino a toccare la superficie d'acqua della Laguna diventando una tromba d'acqua marina, un waterspout, un fenomeno tornadico, che si sviluppa e si muove sulla superficie d'acqua stessa. L'ultima grande tromba marina a Venezia si è avuta l'11 settembre 1970 che provocò vittime.

Secondo alcuni osservatori la tromba d'aria sembrava un vero e proprio tornado, simile a quelli che si formano nelle regioni tropicali e negli Stati Uniti. In questo caso, la tromba d'aria-marina si è formata in acqua, molto vicino all'Isola di Sant'Elena, colpendola in pieno e, successivamente, si è spostata verso il locale diporto velico dell'Isola dove i Vigili del Fuoco hanno messo in salvo una quindicina di bambini che stavano seguendo corsi di vela. Dopo Sant'Elena, è stata la volta dell'Isola di Sant'Erasmo, Punta Sabbioni e varie altre isole minori della Laguna con sollevamento di imbarcazioni.

Durante il passaggio del vortice d'acqua, la navigazione è stata sospesa per una ventina di minuti. Col passare del tempo e spostandosi verso nord-est, il piccolo tornado si è via via dissipato. Fortunatamente non ha provocato vittime e non è passata sopra la città diVenezia, evitando in questo modo molti più danni e forse feriti.

Questi piccoli cicloni non sono poi così poco comuni nella Pianura Padana durante il periodo estivo, dato che seguono l'evoluzione di un normale temporale e di cellule temporalesche. Rispetto ai famosi tornado americani, questi mini-tornado hanno un tempo di vita più breve, molto meno intensi e si spostano più lentamente fino ad esaurirsi in circa 20 minuti seguendo il corso del temporale. A parte queste considerazioni, questi mini tornado sono in realtà in grado di provocare ingenti danni, e questo lo si è notato ieri a Venezia, fino a ferire oppure a uccidere.

Purtroppo, a differenza dei tornado americani, i nostri mini tornado non sono visibili (si parla letteralmente di muro di nubi, o wall cloud) e non sono rilevabili dai radar.

La Scala Fujita permette di catalogare i fenomeni vorticosi e fu introdotta nel 1971 da T. Theodore Fujita dell'Università di Chcago. E' la scala più affidabile utilizzata oggi e suddivisa in 12 parti:

F0 - Intensità debole - Velocità del vento 64-116 km/h - Danni ai camini; spezza i rami degli alberi; abbatte alberi con radici superficiali; danni ai cartelloni e ai segnali stradali.

F1 - Intensità Moderato - Velocità del vento 117-179 Km/h - Stacca la superficie dei tetti; case mobili spostate dalle fondamenta o rovesciate; automobili in movimento spinte fuori strada; i garages possono essere distrutti.

F2 - Intensità Significativo - Velocità del vento 180-253 Km/h - Danni considerevoli. Tetti strappati dalle case; case mobili demolite; autorimesse abbattute; grossi alberi spezzati o sradicati; oggetti leggeri trasformati in missili.

F3 - Intensità Forte - Velocità del vento 254-332 Km/h - Il tetto e qualche parete strappati via da case ben costruite; treni deragliati; la maggior parte degli alberi nelle aree boscose vengono sradicati; automobili sollevate da terra e trascinate.

F4 - Intensità Devastante - Velocità del vento 333-419 Km/h - Case ben costruite livellate; strutture con fondamenta deboli fatte volare a breve distanza; automobili scaraventate via; grandi missili vengono generati.

F5 - Intensità Incredibile - Velocità del vento 420-512 Km/h - Case con armatura forte sollevate dalle fondamenta e trascinate a distanze considerevoli per disintegrarsi; missili della grandezza di automobili volano nell' aria per distanze superiori ai 100 metri; alberi scortecciati; strutture in cemento armato gravemente danneggiate; altri fenomeni incredibili.

Per la sua particolare disposizione orografica, l'Italia è soggetta quasi ogni anno ad eventi vorticosi di debole-media intensità, che vanno da F0 a F3. Le zone più colpite, tra la primavera e l'estate, sono la Pianura Padana, la costa fra Veneto e Friuli Venezia Giulia, a causa della presenza di aria calda e molto umida provenienti da Sud-Ovest, e S-SudOvest, mentre da Ovest e da NordOvest si muove un fronte freddo o un nucleo di aria più fredda in quota che scorre sopra l'aria calda e molto umida preesistente nei bassi strati, portandola verso l'alto e provocando forti turbolenze atmosferiche.

Città di Venezia: http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/56507
MeteoWeb: http://www.meteoweb.eu/2012/06/tornado-venezia-colpita-anche-lisola-di-san-servolo-danni-ingenti/139223/ e http://www.meteoweb.eu/2012/06/analisi-tecnica-del-fenomeno-vorticoso-che-ieri-si-e-abbattuto-sulla-laguna-di-venezia-e-caratteristica-delle-trombe-daria-o-piccoli-tornado-allitaliana/139306/
Informazioni sui tornado: http://www.tornadoit.org/fujita.htm

Sabrina

martedì 29 maggio 2012

Alcuni aspetti sui cambiamenti climatici

 

La stragrande maggioranza dei ricercatori è concorde nel pensare che la Terra sta aumentando la sua temperatura globale e che la causa principale è dovuta ad effetti antropici, ossia causati dall'uomo. Pensare che il clima sia immutabile è sbagliato. Il cambiamento del clima è già evidente sul nostro pianeta: l'umanità ha acquisito la capacità di modificare ed influenzare la variabilità e lo stato dle clima. In futuro, per esempio, dovremo essere pronti a piene di fiumi in qualsiasi punto sulla Terra e in qualsiasi momento tanto che tutto quello che è stato costruito con sacrifici e in lunghi anni di lavoro potrebbe venire spazzato via in un istante.

Invisibile e inoldore, l'anidride carbonica fa aumentare la temperatura del nostro pianeta come una coperta: più lo strato di gas serra aumenta, più la temperatura aumenta.
A molte persone piace godere del caldo estivo, ma non abbiamo dimenticato l'afosa estate del 2003, dove moltissime persone sono morte per causa delle elevate temperature. In tutto il mondo si sono registrati 35 000 decessi.

Lo studio del clima è di fondamentale importante per il nostro presente e per il nostro futuro; le aree più interessanti sono quelle del Mediterraneo, l'area Euro-Atlantica, i Tropici e i sistemi monsonici.

Prevedere il tempo non è facile, ma è decisamente più complesso prevedere il clima del nostro pianeta nei prossimi cento anni. Gli strumenti che si utilizzano consistono in modelli numerici di diversa complessità e realismo, da semplici modelli lineari fino a più completi modelli accoppiati atmosfera-oceano.
I modelli climatici spesso vengono usati per fare previsioni delle variazioni climatiche a diversi intervalli temporali sia a livello globale sia a livello locale/regionale. Eistono vari modelli climatici ma tutti sono concordi nel prevedere un riscaldamento globale tra i 2 e i 6 gradi. Un incremento di 6 gradi in 100 anni sarebbe un cambiamento talmente rapido da provocare danni catastrofici.

A partire dagli ultimi anni del 1980 l'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha reso pubblico tre rapporti, quello del 1990, 1995, 2001 sulla scienza, impatti e strategie di risposta. Le previsioni non sono certamente buone per quanto riguarda il futuro del nostro pianeta.
Entro il 2050 la Terra rischia di perdere quasi tutti i suoi ghiacciai, compresi quelle delle nostre Alpi. Questo comporterà un innalzamento del livello dei mari e dei laghi, l'acqua tenderà a scarseggiare come riserve e le temperature globali ad aumentare. La neve diventerà per esempio un bel ricordo, le future generazioni potranno osservarla solo su foto-ricordo. Inoltre, l'assenza dei ghiacciai, favorita dall'aumento delle temperature legate all'effetto serra, tenderà a far diminuire l'acqua disponibile a tutte le popolazioni e quindi a far cambiare le loro abitudini oltre a modificare la conformazione geologica dei paesaggi e delle montagne.
Ma non solo il genere umano è a rischio, anche quello animale e vegetale: si stima che il 20-30% delle specie animali e vegetali rischiano l'estinzione entro il 2050. Venezia senza l'acqua nei suoi canali sarebbe un triste vedere. Eppure Venezia è tra le prime vittime del cambiamento climatico. Sicuramente però il Nord Africa sarà la regione a soffrire di più in conseguenza di queste variazioni con una enorme desertificazione e con conseguenti migrazioni di uomini e animali verso il nord. Ma non ci sarà spazio per tutti.

A partire dal 2001 LifeGate promuove un modello basato sulle tre P: People, Planet e Profit, dove il profitto deve convivere con il rispetto per l'uomo e l'ambiente. L'obiettivo di LifeGate è quello di informare e diffondere i valori dello sviluppo sostenibile attraverso radio, web, magazine. Inoltre, si rivolge anche alle imprese per vari servizi di consulenza per lo sviluppo di progetti eco-sostenibili, strategie di eco-marketing e di comunicazione ambientale.

Per conoscere di più sui cambiamenti climatici vi suggerisco: CAMBIAMENTI CLIMATICI - COSA CI RISERVA IL FUTURO? sito web: http://www.cinehollywood.com/, in particolare su: http://147.123.157.100/PIANETA_TERRA_I_cambiamenti_climatici-16-115-2380.html
GES DISC-Goddard Earth Sciences Data and Information Services Center: http://daac.gsfc.nasa.gov/education-and-outreach
SeaWiFS Project- NASA Goddard Space Flight Center: http://oceancolor.gsfc.nasa.gov/SeaWiFS/
EOSDIS-NASA's Earth Observing System Data and Information System: https://earthdata.nasa.gov/
CDDIS-NASA's Archive of Space Geodesy Data: http://cddis.gsfc.nasa.gov/
Paleoceanography: http://www.agu.org/journals/pa/
SIto dell'IPCC-Intergovernmental Panel on Climate Change: http://www.ipcc.ch/#
Managing the risks of extreme events and disasters to advance climate change adaption: http://www.ipcc-wg2.gov/SREX/images/uploads/SREX-All_FINAL.pdf
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia- Climatologia Dinamica: http://www.bo.ingv.it/italiano/ricerca/Climatologia.html

Sabrina

venerdì 11 maggio 2012

Dalla Russia con amore: una singolare immagine della nostra Terra


Crediti: Russian Federal Space Agency / Research Center for Earth Operative Monitoring (NTS OMZ).

Diversamente dalla maggior parte delle immagini satellitari della Terra, questa foto qui sopra è stata assemblata utilizzando varie scansioni e immagini digitali proiettate su una superficie sferica, per rappresentare il modello di globo terrestre. Viene mostrata l'intera superficie terrestre catturata come una singola, gigantesca immagine di 121 megapixel acquisita dal satellite russo per le previsioni meteorologiche Elektro-L.

Analogamente ai satelliti GOES della NASA, Elektro-L è parcheggiato su un'orbita geostazionaria approssimativamente a circa 36 0000 chilometri al di sopra del nostro pianeta. Tuttavia, a differenza dei satelliti della NASA, Elektro-L cattura delle immagini nelle lunghezze d'onda del vicino infrarosso e nel visibile, fornendo dettagli non solo sul movimento delle nubi ma anche sulle variazioni della vegetazione. La sua Multichannel Scanning Unit (MSU) a grand'angolo prende immagini ogni 15-30 minuti mostando lo stesso punto di vista della Terra in vari istanti di tempo (nello stesso giorno).

Con una risoluzione di 0,62 miglia per pixel, le immagini a grandi dimensioni dei Elektro-L rappresentano quelle più dettagliate della Terra acquisite da un satellite meteorologico.

Lanciato a bordo di un missile Zenit il 20 gennaio 2011, Elekro-L è stato il primo grande veicolo spaziale ad essere sviluppato nella Russa post Unione Sovietica. Parcheggiato attorno alla Terra a circa 76 gradi di longitudine est, Elekro-L fornisce l'analisi locale e globale delle previsioni meteorologiche e l'analisi delle condizioni oceaniche oltre che al mornitoraggio dello "space weather" (meteorologia dello spazio), ossia le misurazioni della radiazione solare e della sua interazione con il campo magnetico terrestre.
Questo satellite è stato costruito per poter durare almeno dieci anni. Un secondo satellite Elekro-L si prevede venga lanciato nel 2013.

Per il download dell'immagine full-size (100 megabyte): http://d2g9lyou3wkw5g.cloudfront.net/j+%2822%29.jpg . Crediti: Elektro-L diagram. © 2009 Anatoly Zak.

Per ulteriori immagini e video da Elektro-L del Pianeta Terra cliccate su Planet Earth: http://planet--earth.ca/

Sabrina

mercoledì 9 maggio 2012

Non è proprio così blu il nostro pianeta Terra


Tutta l'acqua sulla Terra potrebbe essere raccolta in una sfera di 1 385 chilometri. Crediti: Jack Cook/WHOI/USGS.

Se si raccogliesse tutta l'acqua sulla Terra, l'acqua dolce, l'acqua salata, l'acqua nelle falde, il vapor acqueo e l'acqua dentro ai nostri corpi, in modo da sistemarla entro una grande sfera, questa sfera avrebbe dimensioni sicuramente inferiori rispetta a quanto abbiamo immaginato finora.
Secondo l'U. S. Geological Survey, sarebbe necessaria una palla di 1 385 chilometri di diametro circa per poter raccogliere tutta l'acqua sulla sua superificie. Questo significa che la sfera blu che contiene tutta la nostra acqua sarebbe meno di un terzo delle dimensioni della Luna.
Sappiamo che non esiste la possibilità di utilizzare nè di bere tutta l'acqua della Terra, come lo è l'acqua salata o il vapor acqueo in atmosfera, o l'acqua racchiusa nelle calotte polari. In effetti, se si dovesse prendere in considerazione solo l'acqua dolce della Terra, che è circa il 2,5% del totale, si otterrebbe una sfera molto più piccola, meno di 160 chilometri.
Quando pensiamo ai serbatoi, quali i laghi o i fiumi, questi sono per la maggior parte sotto la superficie - fino a circa 8,4 milioni di chilometri cubi. Si tratta di acqua fresca a disposizione della Terra, e tutta sotterranea. Ma la stragrande maggioranza, oltre 29,2 milioni di chilometri cubici di acqua, è sottoforma di lastre di ghiaccio che ricoprono l'Antartide e la Groenlandia.
Naturalmente, l'immagine di apertura realizzata da Jack Cook del Woods Hole Oceanographic Institution smentisce la reale dimensione e la massa di una tale sfera di acqua pura allo stato liquido qual è sempre stata considerata la Terra. La quantità totale di acqua contenuta all'interno sarebbe ancora abbastanza impressionante, ben oltre 1 386 milioni di chilometri cubici. Inoltre, la gente tende ad essere sorpresa dalla dimensione di una tale ipotetica sfera confrontata con con il nostro pianeta, che viene inteso come il tutto, specialmente quando si viene a descrivere la Terra come un "mondo blu, ricco di acqua".
Per ulteriori informazioni si visiti il sito dell'USGS (U.S. Geological Survey) -Water Science for Schools - How much water is there on, in, and above the Earth? su: http://ga.water.usgs.gov/edu/earthhowmuch.html
Ulteriore fonte, UniverseToday: http://www.universetoday.com/95054/earth-has-less-water-than-you-think/
Sabrina